Inside Art September 1, 2012

La vanita e una forma di auto-de-vozione dissociate dalla realta e dai contesti quotidiani che coinvolgono l’individuo. Una sorta di lucida dissimulazo che ci permette di esaltare il nostro essere per stare meglio con noi stessi e con il mondo. Un’eccessiva fiducia nelle proprio capacita e un desiderio sfrenato di raccontare in modo narcisistico le proprie doti, quasi mai conquista la simpatia degli interlocutori e,spesso, una persona troppo egocentric viene considerata inaffidabile, inattendibile, superficiale e priva di valori morali. L’uomo ricorre alla vanita per mascherare le proprie insicurezze, per farsi notare e per farsi accettare dalla sociata. Ha scritto a proposita Friederich Nietzsche: “La Vanita e le paura di essere originali, percio e una mancanca di superbia, ma non necessariomente di originalita”. Mason Cooley, aforista statunitense, sostiene che se e nutrita bene, la vanita diventa una risorsa benevola, se affamata si trasforma in qualcosa di maligno. La vanita fa parte dell’esistenza di David La Chapelle, non certo per il modo di manifestarsi dell’artistra, ma como indagine di una societa in decadenza che mostra la propria vulnerabilitia attraverso la vanitas. Potremmo affermare che La Chapelle e un predestinato, che fin da piccolo sente di dover assecondare qualcosa che pulsa dentro di se: <>. A differenza di altri suoi colleghi, che scelgono un percorso culturale lontana dalla quotidianita, La Chappele e attrato dal mondo nel quale militia, dai vizi, dale megalomania, dalle ossesioni, dai narcisismi e dalle fissazioni dei personage che mette a nudo senza necessariamente desciverli iconograficamente, ma suggerendo un percorso conoscitivo e soggettivo attracerso il quale ogni fruitore, anche senza conoscerli, e in grado de percepirne le specificita. La Chapelle non e il fotografo dello scatto rubato, non e l’artista che vive con la macchina fotografica al collo in attesta di una evento straordinario da immortalare, non e il reporter che rischia la vita per regalarci l’attimo primea di qualcosa che cambiera il mondo. E semplicemente un sismografo del proprio tempo che rense evidenti concetti e considerazioni, visualizzandoli prima nella propria mente, attraverso scatti concepiti come fossero grandi dipinti. In molti suoi lavori, inflatti, l’approccio e piu da pittore tradizionale che da fotografo. La scelta degli argomenti, il suo lavorare per seri, il suo desiderio di raccontare e di raccontarsi, la volonta di creare un palinsesto dove sistemare le sure figure ci ricorda un pittore antico che prepara, con dovizia e attenzione maniacale, una scena dal vivo prima di ritrarla con I colori a olio. La Chapelle non aspetta il moment special, ma lo inventa o lo planifica, magari bloccando l’intuizione con il disegno o dipingendone una bozza con gliacquiarelli. E cosi allestisce un suo personalissimo set, cercando di relizzare qualcosa di esclusivo, ovvero fotografe cio che razionalmente non sarabbe considerate fotografible. Prima deno scatto, La Chappelle si trasforma in un regisa – miadi corpi e di anime – che comunica con il suo team e trasmette il pensiero del suo lavaro ai modelli che has scelto. Ogni opera deve veicolare una precisian idea e per questo sceglie le persone giuste per una scenografia pertinene a cio che sente. Lavorare con lui e impegnativo, estremamente faticoso, talvotta estenuante, ma ogni persona, emotivatmente coinvolta e convolta e consapevole di cio chesta facendo, puo esprimere pareri e dare consigli per contribuirure alla causa. Tutto deve essere sereno e rilassato per rendere il senso della spontaneita. Non sempre la scena che costruisce e in sintonia con quell ache si era figurato alcune volte e molto diversa da come l’aveva pensata all’inizio – ma sempre in grado di comunicare alla gente:
>Posso fare qualunque cosa. Se lo vedo nella mia mente riesco e ricrearlo Amo il fatto che sia teatrale e collobaration>>. […] La Chapelle oltre ad avere una fervida immaginazione e una grande fantasia, possiere l’innata capacita di saper oservare la persone e lo loro vite attraverso sarcasm e disincanto, perspeicacia, e intelligenza, spirit ludico e raffinatezza mentale. Ne scaturiscomo delle immagini nelle quali attraverso I’ironica riesce a mettere a fuoco un mundo quasi metafisico che non e in grado di cogliere nessun aspetto della resenza rivelarne il suo aspetta contrario. […] L’ironia di certi suoi scatti scaurisce dall’imprevediblitica di una composizione che spinita all’eccesso, esalta il vizio della vanita.

Maurizio Vanni

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